Alluvione, anche Campo dentro al milleproroghe


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Accolto l’emendamento di Silvia Velo (Pd): Elba trattata come Genova e Aulla Sospensione delle tasse fino al 31 luglio per le persone danneggiate dal fango

di Luca Centini

MARINA DI CAMPO Ci è voluto un po’ di tempo in più e un aiutino sotto forma di emendamento, ma alla fine possiamo dire che il governo Monti si è ricordato anche dell’alluvione di Marina di Campo. La svolta si è consumata ieri, quando il Parlamento ha approvato l’emendamento presentato dal deputato Pd Silvia Velo, con il quale si chiedeva l’inclusione dell’Elba nel decreto “milleproroghe” che individuava le zone colpite da eventi alluvionali e pertanto soggette ad agevolazioni fiscali specifiche. Più precisamente i cittadini danneggiati dalle alluvioni potranno usufruire della sospensione del pagamento delle imposte a partire da l 31 dicembre 2011 fino al 31 luglio del 2012, con possibilità di una proroga. A fine anno il decreto milleproroghe è stato partorita dal governo, cosicché i campesi provati dal fango del 7 novembre hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. E invece no. Tra le zone comprese nel decreto figuravano le Province di Genova, La Spezia e Carrara ma, incredibilmente, il governo si era dimenticato dell’Elba e di Messina. Bastarono poche ore per scatenare la polemica politica e i commenti - piccati quanto giustificati - del sindaco Vanno Segnini che accusò il governo di «esser stato distratto e di essersi dimenticato dell’Elba» e chiese quanto prima di mettere una pezza all’errore commesso. La pezza è stata messa ieri, grazie all’attività parlamentare del deputato locale Silvia Velo. «Il parlamento ha approvato l’emendamento – ha annunciato ieri sera Velo – ovviamente esprimo soddisfazione per l’esito della vicenda che, di fatto, vede cancellarsi un’ingiustizia nei confronti della popolazione elbana colpita dall’alluvione di novembre». Così anche i campesi potranno usufruire della sospirata tregua fiscale almeno fino alla prossima estate. Una buona notizia, dunque, che tuttavia non cancella il disagio di Campo per i tempi lunghi che il governo sta impiegando per dare operatività allo stato di emergenza dichiarato dopo pochi giorni dal disastro del 7 novembre. L’amministrazione comunale sta esercitando da tempo pressione nei confronti della Regione per accelerare l’iter del decreto ministeriale da cui dovrà uscire - finalmente - l’entità dei fondi che Roma intenderà impiegare per la ricostruzione post alluvione. E le aspettative del Comune non sono un mistero: pareggiare la cifra messa a disposizione dalla Regione (oltre 5 milioni) è il minimo che ci si attende dal governo. Dallo stesso decreto dovrà saltar fuori il nome del commissario straordinario che dovrà gestire in prima persona i passaggi delicati - e necessariamente rapidi - della ricostruzione.
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